La tela tessuta da Maria

Pubblicato giorno 7 dicembre 2025 - Avvento, Home Page

Se mai ci venisse qualche dubbio sulla possibilità di realizzare la nostra tela di Penelope – oserei quasi dire “la tunica senza cuciture” di cui ci parla il vangelo (Gv 19,23) e che rappresenta la Chiesa di Cristo* -, l’aver cominciato a tessere queste trame a pochi giorni dalla festa dell’Immacolata Concezione di Maria (domenica scorsa in chiesa a Tigliole), ci deve rendere pieni di fiducia. Nascostamente qualcuno sta tirando i fili…

don Luca

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* “I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato – e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo” (Gv 19,23).

“Un abito senza cucitura aveva certamente un valore: il gran sacerdote ne portava uno simile a quello di Gesù; era stato certamente tessuto dalle mani di una donna che credeva in Gesù, da una di quelle ricche galilee che lo seguivano o forse dalla stessa madre di lui” (padre Marie Joseph Lagrange).

Dai tempi di San Cipriano poi i cristiani vi hanno visto il simbolo della Chiesa che deve rimanere unita. A riguardo, scrive san Tommaso: “In senso mistico questo particolare (della veste senza cuciture) può riferirsi al corpo mistico di Cristo. E allora le vesti sono divise in quattro parti, perché la Chiesa doveva diffondersi nelle quattro parti del mondo. (…). La tunica senza cuciture che non viene divisa sta a significare la carità, poiché le altre virtù di suo non sono unite; ma vengono unite dal fatto che convergono verso il fine ultimo, al quale congiunge solo la carità. Sebbene infatti la fede mostri il fine ultimo, e la speranza faccia tendere verso di esso, soltanto la carità ce lo fa raggiungere” (Commento al Vangelo di Giovanni 19,23).